Luoghi sacri fra eredità culturale e turismo religioso (2015-2016)

I luoghi sacri sono le più antiche aree protette in ogni parte del mondo e sono di importanza vitale per salvaguardare la diversità culturale (e anche la biodiversità) per le generazioni presenti e future. Per questo motivo, negli ultimi anni l’Unesco ha rivestito un ruolo cruciale per sviluppare e promuovere azioni normative legate alla tutela dell’eredità culturale e naturale in tutte le sue forme. Anche il Consiglio d’Europa ha dato un forte impulso alla crescita di diversi cammini culturali e turistici sul tema della spiritualità come tutela degli aspetti sociali e culturali e come occasione per promuovere un turismo sostenibile e di qualità in destinazioni meno note. Partendo da queste premesse e dal fatto che quello religioso è un turismo in continua crescita, il gruppo di ricerca si propone di esplorare i seguenti aspetti: (a) Il significato che assume l’aggettivo religioso per le diverse tipologie di attori individuali (pellegrini) e collettivi (associazioni religiose, parrocchie, agenzie di viaggi, ecc.) considerato i riferimenti poliedrici che questo ha in riferimento allo spirito, alle motivazioni, alle forme organizzative, ecc. (b) I fattori di spinta che avvicinano i soggetti ai luoghi di culto sia in veste di pellegrini che di semplici turisti. Nel primo caso si evidenzieranno gli elementi di religiosità del soggetto, le attese prima del viaggio e le considerazioni dopo, i comportamenti (preparazione all’incontro, modalità di percorrenza, ecc.). Nel secondo caso, si metterà in luce la corrispondenza del turismo religioso con quello tradizionale (nell’organizzazione) e culturale, nello specifico (visita ai luoghi circostanti, turismo naturalistico, d’arte, ecc.). È importante capire la relazione storica tra luoghi di culto e ambiente circostante evidenziando gli aspetti di partecipazione della comunità locale: popolazione e attori politico-economici. (c) Le forme di accoglienza delle strutture religiose. Queste hanno nel tempo saputo intercettare i desideri e i bisogni dei turisti e dei pellegrini migliorando la qualità dei servizi e diversificando l’offerta (turismo sociale, sportivo, ecc.). Inoltre, si è strutturata una rete di parrocchie, operatori turistici, agenzie, diocesi, ecc. in grado di soddisfare con un’elevata professionalità e capacità di accoglienza il visitatore occasionale o permanente nei suoi bisogni spirituali o semplicemente turistici. Il Friuli Venezia Giulia e le località di confine sono un’interessante area di studio. Qui, infatti, è forte la presenza di luoghi di culto in particolare mariani che attraggono consistenti flussi turistici. Inoltre, sono attive numerose organizzazioni (parrocchie e associazioni culturali e religiose) che promuovono viaggi nei principali luoghi di culto cattolico. Infine, non mancano esempi di un coinvolgimento della Chiesa nel settore turistico tradizionale promuovendo la fede attraverso soggiorni balneari o montani nelle località turistiche di massa in strutture gestite direttamente. Il progetto è co-finanziato dal Fondo di Ricerca di Ateneo (FRA 2014) e dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Responsabile del gruppo di ricerca
Responsabile: 
Moreno Zago

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Ultimo aggiornamento: 21-10-2019 - 20:50